Idea del progetto

L'avvento dei social media e la crescente disponibilità di dispositivi mobili personali, sempre più frequentemente e facilmente connessi alla rete, offrono l'opportunità di una nuova sorgente di informazioni in tempo reale, fornite da comunità di utenti che continuamente esprimono e spesso condividono idee, commenti, suggerimenti, notizie aggiornate, esperienze, sentimenti, lamentele, segnalazioni, ecc. 

Oggi i social media appresentano il più importante mezzo di comunicazione, grazie alla possibilità di legare agevolmente persone, fatti, eventi e luoghi, attraverso una grande quantità di dati in "tempo reale", aperti, geo-referenziati e interconnessi: gli utenti sono oggi i veri detentori della cosiddetta "living information" ed i primi veri fornitori di informazioni aggiornate su fenomeni sociali, eventi pericolosi, ed accadimenti di ogni natura; gli utenti dei social media possono essere considerati come veri e propri "sensori umani", che forniscono informazioni qualitative e qualche volta anche quantitative.

Come conseguenza della diffusione dei social media e del social networking, principi e meccanismi di crowd-sourcing possono quindi essere applicati anche ad attività e processi critici, come la gestione di crisi di larga scala o di singole emergenze (come è già avvenuto ad esempio nel caso della crisi in Egitto ed in Libia).

Anche la gestione degli eventi sociali sta assumendo nei tempi recenti una sempre maggiore rilevanza, soprattutto dal punto di vista della tutela dell'ordine pubblico e del patrimonio, in quanto è sempre più frequente l'occorrenza di eventi di aggregazione spontanea che, facilitati da internet e dall'uso dei social network, arrivano a manifestarsi pressoché all'improvviso, impedendone una gestione adeguata da parte della forza pubblica e degli enti interessati.

In tutte queste situazioni, la possibilità di raccogliere informazioni dalla folla (la cosiddetta "crowd"), direttamente sul campo, può portare alla prevenzione (nel caso migliore), all'anticipazione (early warning), alla valutazione e alla riduzione dell'entità e dell'impatto della crisi/emergenza e a una migliore gestione della stessa, grazie alla possibilità di raggiungere le persone ed eventualmente anche aiutare da loro.

In pratica si possono sfruttare anche i meccanismi che governano le community: un insieme di persone che forniscono informazioni su un evento costituisce una comunità virtuale, anche se inconsapevolmente, che, anche per un tempo definito, condivide qualcosa, un interesse, un'intenzione, un'emozione, ecc.; le informazioni inserite vengono anche validate dagli altri membri, generando la cosiddetta "saggezza della folla" (wisdom of the crowd).

Si pone quindi una problematica di raccolta, monitoraggio e analisi di tali informazioni, al fine di prevenire o intercettare tempestivamente eventuali derive illecite e/o violente e di intervenire con successo nella tutela della persona e del patrimonio privato e pubblico (incluso quello artistico/culturale), cui tali manifestazioni dovessero venire a contatto.

Molte informazioni sono già oggi raccolte da infrastrutture di sensori dispiegati sul territorio, nelle città, nei luoghi potenzialmente a rischio o da monitorare; altre informazioni sono raccolte e gestite da sistemi informativi esistenti (a volte istituzionali). Molte altre informazioni sono volontariamente inserite dalle persone sui social network (tra tutti Twitter e Facebook) o più in generale sul Web (blog, forum, ecc.) anche mediante dispositivi mobili (smartphone, tablets).

In questo contesto, la sfida scientifica e tecnologica è raccogliere, esaminare e sfruttare informazioni "realistiche" e "credibili" immesse nel Web dagli utenti presenti sul campo, "integrandole opportunamente" con dati e informazioni provenienti dai canali tradizionali di segnalazione, dai sistemi esistenti e dalle infrastrutture di sensori dispiegate sul territorio, e al contempo coordinare gli interventi attraverso un meccanismo di moltiplicazione delle forze basato sul crowdsourcing. L'opportuna esplorazione e integrazione di queste risorse può permettere di migliorare l'efficienza della gestione operativa di scenari di crisi così o di singole situazioni di emergenza, in termini di prevenzione, rapida individuazione e intervento, per diversi livelli di gravità in termini di urgenza e numero di persone coinvolte (ad esempio, si va dalla gestione di scenari di crisi su larga scala come terremoti, alla prevenzione di potenziali suicidi, al rapido intervento di manutenzione stradale o per il recupero di opere d'arte).